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Sismica a rifrazione P e S

Il metodo della sismica a rifrazione è una delle indagini geofisiche più utilizzate per la conoscenza del sottosuolo. Esso è basato sul tempo necessario affinché la perturbazione elastica, indotta nel sottosuolo da una determinata sorgente di energia, giunga agli apparecchi di ricezione (geofoni) percorrendo lo strato superficiale con onde dirette e gli strati più profondi con onde rifratte. L’apparecchiatura impiegata per le prospezioni (Micromed SoilSpy Rosina) è costituita da una serie di geofoni (fino ad un massimo di 25) che vengono spaziati regolarmente lungo un determinato allineamento e da dispositivi che registrano l’istante di partenza della perturbazione ed i tempi di arrivo delle onde a ciascun geofono.


Principali campi di applicazione:
· Classificazione del terreno di fondazione in base alle norme antisismiche (Vs30 – OPCM 3274 e succ. mod. e int.)
· Studi di carattere geotecnico (individuazione delle proprietà elastiche dei mezzi)
· Studi geomorfologici, individuazione e controllo della stabilità dei versanti, valutazione dello spessore dei corpi di frana
· Modellazione bidimensionale e tridimensionale del sottosuolo
· Studi per la pianificazione del territorio (microzonazione sismica)
· Individuazione del substrato in zone di riempimento alluvionale, detritico o di riporto
· Definizione delle coperture di alterazione e delle zone fratturate in un bedrock

 
 


VANTAGGI
· Costi contenuti e rapidità di esecuzione
· Dettagliata valutazione delle proprietà elastiche dei terreni attraversati

LIMITI
· I sismostrati, per essere individuati, devono avere velocità di propagazione delle onde crescenti con la profondità
· I risultati possono essere falsati in presenza di significativi rumori ambientali
· Necessità di ampi spazi per raggiungere profondità di indagine dell’ordine di alcune decine di metri